In riva al mare

pescatore

 

Le barche a vela all’orizzonte

come lenzuola candide

messe ad asciugare al sole.

Io e la mia ombra,

un enigma da svelare.

Sotto un ombrellone

distesa sulla sabbia

una ragazza addormentata

immersa nei suoi sogni.

Solo un po’ discosti,

tratte a riva le reti,

pescatori intenti a ripararle.

Io e la mia ombra,

ormai un libro aperto.

Due sguardi

sguardi

Quando mi chiedo cos’è l’amore,
immagino due mani ardenti
che si incontrano,
due sguardi perduti l’uno nell’altro,
due cuori che tremano
di fronte all’immensità di un sentimento,
e poche parole
per rendere eterno un istante.

La barca delle streghe

La cultura popolare friulana trova una delle sue espressioni significative nel patrimonio di leggende in cui si riflette la sua storia : tra queste, quella che ricordo,  viene dalle Terre di Aquileia.

streghe 2

C’era una volta un pescatore che al mattino, quando andava a prendere la barca per andare a pescare, non la trovava mai dove l’aveva lasciata il giorno prima, e aveva dell’acqua dentro, come se fosse stata adoperata durante la notte. Un bel giorno si è stancato e si è nascosto dentro la prua della barca dove stavano le reti. Aspetta che ti aspetta, non arrivava nessuno; ma, verso la mezzanotte, ecco giungere sette donne vecchie che salgono sulla barca. La più vecchia esclama: «Avanti per sette», ma la barca non si muove. Ripete: «Avanti per sette!», ma la barca rimane ferma (e non poteva andare avanti per il fatto che con il pescatore erano in otto). Quindi la donna esclama con tono di rimprovero: «Avanti per otto, allora!», e la barca scivola lungo l’Anfora e poi nel mare, finché arrivano in un luogo dove le donne scendono. Il pescatore, dopo avere aspettato che fossero scese tutte, scende anche lui e si ritrova in un posto bellissimo, pieno di piante, di fiori e di frutti di ogni qualità, e da lontano riesce a vedere le donne che fanno una grande festa insieme ad altre. Quello era il famoso prato della Maganza. Per paura di essere scorto, subito si nasconde di nuovo nella barca, ma prima raccoglie uno di quei bellissimi fiori che crescevano lì. Prima che si alzi il sole, le sette donne (che erano delle streghe) ritornano sulla barca. E la più vecchia dice: «Avanti per sette!». Ma la barca non si muove. E la donna: «Avanti per otto, allora!», e dice piano fra sé: «Non avrei mai pensato che una di noi fosse incinta, vecchie come siamo». E la barca si muove e ripercorre il tragitto precedente fino a raggiungere il suo posto sulla riva del fiume. Le vecchie scendono e si salutano: «Arrivederci alla prossima notte». Il pescatore, meravigliato per tutto ciò che aveva visto, il mattino seguente, di domenica, va alla messa e si appunta sulla camicia, tutto borioso, il fiore che aveva raccolto durante la notte. Appena giunto sulla porta della chiesa, una donna lo ferma: «Allora eri tu l’ottavo!», dice, «Sei venuto con noi nel prato della Maganza la notte scorsa. Ricordati di non confidare a nessuno ciò che hai visto, altrimenti avrai soltanto disgrazie. E getta via anche quel fiore, ché nessuno deve sapere che esistono posti simili». Il pescatore, per la gran paura che aveva, ha fatto come gli aveva detto la strega. E da allora nessuno gli ha più toccato la barca. 

Tempo che passa

le-ombre-della-sera 2

 

Quando il sole lascia il balcone

quando le ombre si fanno lunghe

e la bellezza diventa crudele

 

guardo le mani

e mi stupisce lo scorrere

veloce del tempo

 

quando i pensieri pesano sul cuore

e le paure prendono forma

 

è allora che il vuoto è pieno di voci

la nostalgia ferisce

e il ricordo, il ricordo scioglie

senza alcun ritegno

ogni costruzione.

Sguardi

 

 

Dinnanzi a me sedeva un po’ curiosa

fissandomi distrattamente

mentre io la rimiravo con intensità.

Il gioco poi si trasformò in uno scontro

la tenzone durò a lungo

in uno scambio di sguardi infuocati.

Ma tutto non durò più di un respiro

un lui arrivato all’improvviso

la cinse in vita

e la portò via.

Fuoco d’amore

love

E, dopo, ti chiamai brace

per quell’ardore sommesso,

per quell’inquietudine audace

che brilla nei tuoi occhi 

anche sotto un cielo sereno.

E mi piace ricordarti così,

di profilo come una regina etrusca, 

stagliata contro la luce del giorno, 

impegnata a scrutare un sogno

troppo fragile per farne parola.